I sogni, quelli veri, quelli ambiziosi, quelli in grado di definire il proprio ruolo nel mondo e cambiarne il futuro, vanno tenuti stretti al petto, accordati al battito del cuore e difesi con coraggio da tutti gli ostacoli che si contrappongono durante il viaggio.
Questa è una storia, un’intervista di un grande sogno, iniziato in Africa, maturato a Santeramo in Colle e approdato nella lontana Guinea Conakry, grazie a Nicola Mele, presidente del comitato etico di Happy Network e Ibrahim Cheriff, imprenditore, informatico, ma in primis uomo che ha vissuto sulla propria pelle l’asprezza di un percorso formativo osteggiato da mille difficoltà.
Fu questo a spingerlo a desiderare una cultura più libera per non tarpare le ali a nessun bambino. Grazie alla sua capacità di osservare il mondo da una prospettiva economica diversa, Cheriff ha realizzato questo obiettivo, dando vita al Complesso Scolastico “Marconi International”, una scuola dietro cui si cela un grande racconto di solidarietà, amicizia e umanità che merita di essere raccontata direttamente dai nostri due protagonisti.
L’incontro
Fu il destino ad architettare l’incontro tra Nicola e Cheriff.
Una serie di straordinarie coincidenze condussero l’allora giovane imprenditore pugliese a gridare il nome di Cheriff in un autobus a Milano. Poi l’incrocio fortuito dei loro sguardi, una mano emersa tra la folla, un sorriso fragoroso che diede inizio a questa storia.
Nicola:
❝ Un giorno mia moglie mi chiese se potessi aiutare un ragazzo laureato in informatica proveniente dalla Guinea Conakry, ospite di Don Massimo Ruggiano in una chiesa a Bologna.
All’epoca operavo nel campo dell’ICT notarile e decisi con molto piacere di accogliere questa richiesta.
Lo chiamai. Mi ricordo che parlava già fluentemente l’italiano. Il giorno dopo sarei dovuto andare a Milano per un meeting di lavoro presso l’azienda Olivetti, così provai ad organizzare un appuntamento per conoscerci. Lui mi rispose subito di sì, proponendomi di vederci in aeroporto.
Non c’erano i cellulari. Finii prima la riunione e mi recai verso il luogo stabilito.
Passarono i minuti, ma di Cheriff nessuna traccia, non sapevo nemmeno come fosse fatto di persona, pur volendo non sarei stato in grado di riconoscerlo tra il caos dell’aeroporto.
Dopo un po’ di tempo decisi di tornare ed entrai in un bus. Sullo stesso Bus, allo stesso capolinea salì un ragazzo che coincideva con la descrizione che mi era stata fornita. Provai: “Cheriff!”. Era proprio lui. ❞
La storia di Cheriff
Quanto raccontato da Nicola è solo il primo atto di un’amicizia destinata a proseguire nel tempo.
Fu la stessa famiglia Mele ad accogliere Cheriff e supportare la crescita professionalmente.
Ma come giunse Ibrahim nella canonica di una parrocchia sui colli bolognesi?
La risposta a questa domanda esprime tutto il valore umano di Ibrahim e ci narra le numerose difficoltà che ha dovuto fronteggiare nella sua vita.
Nicola:
❝ Cherif era uno dei 10 studenti più bravi della Guinea Conakry. Per continuare gli studi si trasferì in Algeria, lontano dalla guerra. Qui si laureò in informatica per poi proseguire il suo viaggio verso un futuro migliore in Francia. Partì con un bagaglio pieno di competenze, sogni e aspirazioni che vennero tristemente disilluse: i parenti che avrebbero dovuto ospitarlo non lo accolsero.
Così, si ritrovò solo, sperduto e demoralizzato dall’altra parte del mondo. Cercò un passaggio in direzione Italia, facendo l’autostop. Davanti a lui si fermò un prete, che lo portò a Bologna.
Così giunse in Italia.
Dopo l’incontro a Milano lo ospitai a casa e visse con la mia famiglia. Era un ragazzo eccezionale: leggeva e imparava con un desiderio grandioso. Lo assunsi in OA Sistemi. Da noi divenne specialista Microsoft. ❞
Gli anni in Italia
“Il primo cammino su questa strada” con queste parole Cheriff si riferisce al giorno che vide nel caos meneghino il professore – come è solito chiamarlo – Nicola.
In Italia visse diversi anni con la famiglia Mele. Furono anni di formazione e di crescita umana e professionale che lasciarono un segno indelebile nell’animo di Cheriff, milioni di ricordi che affiorano spontaneamente e che generano un grande sorriso sul suo volto.
Cheriff:
❝ Sono stato ospite di questa meravigliosa famiglia: mi sono sentito dal primo istante a casa, ero un membro di una famiglia in cui mi riconoscevo pienamente.
I ricordi dell’Italia sono tantissimi e bellissimi. Momenti unici che ho vissuto, autentiche emozioni che porto nel cuore: la mansarda dove dormivo, la pasta al forno e la carne al fornello che mangiavo il venerdì il mare di Castellaneta Marina.
A livello professionale sarò sempre grato del percorso che ho fatto in OA Sistemi. Ad esempio, le certificazioni Microsoft mi hanno aperto tantissime porte. ❞
Imprenditore dinontorganico: il sogno si realizza.
Seminare per raccogliere, raccogliere per seminare nuovamente.
In questo ciclo continuo, fecondo e generativo si inserisce il sogno di Cheriff: diventare imprenditore e costruire una scuola in Guinea Conakry per offrire a tutti i bambini gli strumenti per cambiare e migliorare la propria vita, dei pennarelli con cui disegnare il proprio futuro.
Per realizzare questo sogno Cheriff tornò nella propria terra natale e con il sostegno di Nicola avviò la propria carriera da imprenditore con il costante supporto di Nicola.
La nascita nel giugno 2024 della scuola “Marconi International”, il cui nome è un omaggio al legame indissolubile con l’Italia, corona questo lungo viaggio e apre le porte a nuovi progetti etici, oseremmo dire dinontorganici. Perché proprio la filosofia dinontorganica, implementata da Nicola Mele nelle aziende con cui ha collaborato, ha nutrito i desideri e gli obiettivi di Cheriff.
Cheriff:
“Ho sempre pensato a quelli che sono rimasti in Guinea, avevo il dovere di condividere con loro il benessere che ho ricevuto, decisi così di tornare.
Tutto ciò che so a livello professionale e imprenditoriale lo devo all’Italia e al professore Mele. Ho osservato per tanto tempo come gestiva le sue imprese, il suo modo di vivere e di pensare. Ho appreso e interiorizzato i 10 verbi del modello dinontorganico.
In Guinea mi sono mosso con questi ingredienti”
Nicola:
“ Facemmo un Piano Mattei ante-litteram. Gli fornimmo 14 computer e rientrò in Guinea Conakry, dove la sorella aveva già una scuola. Mi ricordo che all’entrata figurava la scritta “L’ignoranza costa di più dell’educazione”.
Cheriff in Guinea cercò di avviare una scuola informatica. Purtroppo fallì questa idea ma ormai la strada dell’educazione era tracciata: voleva investire e specializzarsi in questo ambito!
Happy Network, in collaborazione con Banca Etica, diede le garanzie bancarie per i fondi destinati all’avviamento di una scuola. Nacque così la scuola Marconi, un progetto che rese Cheriff a tutti gli effetti un imprenditore dinontorganico.
Cheriff:
“Attualmente la scuola va molto bene. Ci sono 450 studenti regolari, un numero grandioso!
Ho un piano triennale, con tanti progetti e nuove imprese all’orizzonte.
Voglio la Marconi International come una scuola sfidante, che innova, che cambia le regole di gestione delle scuole in Guinea. È il mio modo per aiutare il popolo a crescere”.
Per un bene collettivo
Questa è più di una semplice storia di solidarietà, è un ponte tra l’Italia e l’Africa, tra i principi della filosofia Ubuntu – benevolenza verso il prossimo – e quella dinontorganica – nuova etica generativa. Perché il bene comune è un obiettivo intrinseco nella natura umana, senza distinzioni geografiche e culturali ed è dovere di ogni persona, azienda e istituzione perseguire questo alto obiettivo e realizzare il sogno di un futuro diverso, più inclusivo, etico, migliore.

